sabato 25 settembre 2010

VERGOGNA! APPLICHIAMO IL CODICE ETICO


La redazione di SchiavitùDiseguale vi offre un altro incredibile scoop: altro che casa di Montecarlo!
Il Codice Etico del PD, violato, violentato, dalla gente che assume doppi incarichi, accecata dalla brama di potere.
Infatti i nostri inviati hanno scoperto un documento autentico, nel circolo ARCI di Capannoli, che testimoniano che l'On. Paolo Fontanelli, oltre a essere deputato e segretario comunale del PD di Pisa, ha assunto un'altra importante carica.
Basta! E' uno scandalo: è ora che il codice etico sia applicato, e l'ARCI pesca di Capannoli elegga un nuovo presidente, senza che i nipotini di D'Alema pretendano l'egemonia.
Ecco la prova.
Ultim'ora: l'on. Fontanelli a breve pubblicherà un video sul suo blog, per dire la sua verità e difendersi da questa infamante accusa, mentre il circolo culturale "D'Alemani in barrique di Riglione" annuncia una iniziativa pubblica con il presidente dell'ARCI di Capannoli, che testimonierà la veridicità del documento da noi pubblicato.

martedì 7 settembre 2010

Nuovo Rettore

In attesa delle successive traduzioni per il Popolo della Piattaforma Programmatica per lo Svolgimento del Congresso del PD Pisano, Schiavitùdiseguale ha raccolto una interessantissima anticipazione su un'altra vicenda molto importante per le sorti della nostra città: l'elezione del nuovo Magnifico Rettore.
E' ben noto che alcuni rilevanti Candidati si sono già presentati pubblicamente. SD ha raccolto, da fonte sicura, che si è formato un Comitato Segreto di Professori e Ricercatori per la candidatura di un ben noto personaggio nel mondo universitario: Filippo Bellissima.

Il manifesto per il Rinnovamento dell'Università e della Società tutta lo trovate allegato sotto (e qui si trova la fonte, che ringraziamo). Qui invece potete trovare la posizione di Bellissima sulle ingerenze della Chiesa nella società moderna, un altro dei suoi temi preferiti. Inutile dire che SD condivide tutto.

SD è entusiasta dell'iniziativa del Comitato Segreto perchè ritiene Bellissima l'unica persona davvero in grado di risollevare le sorti dell'Università di Pisa.

sabato 28 agosto 2010

La Bozza Incorreggibile del PD Pisano - 3

Eccoci alla 3za puntata della nostra traduzione per il Popolo della Piattaforma Programmatica per lo Svolgimento del Congresso Comunale del PD Pisano. In questa sezione si parla di Sviluppo e Crescita, chiaramente inevitabili dopo la prossima Vittoria del Partito e l'espulsione del nemico B. Al solito: in corsivo il testo prodotto dai Dirigenti, in grassetto la nostra traduzione per il Popolo. Buona lettura.

Le prospettive dello sviluppo

Ahi ahi ahi, ci siamo. E qui cosa si inventa?

È sicuramente centrale il tema della prospettiva economica.
L’attacco è sempre duro, come faremo a glissare sul fatto che Pisa è una città di vagabondi dove non lavora nessuno?

Pisa ha vissuto fin dagli anni settanta un precoce processo di deindustrializzazione, i cui effetti sono stati compensati grazie a scelte lungimiranti che hanno promosso lo sviluppo del settore terziario.

Si sa a Pisa, orti del CEP a parte, campi non ce n’è, e poi lavora la terra è faticoso. Delle industrie non ne parliamo anche trovando un imprenditore, chi ce li mette gli operai? Per fortuna il parastato è imperante e, alla meglio o alla peggio, i pisani la sbazzano, il giorno cazzeggiando su internet, e la sera con gli aperitivi alle Vettovaglie.

L’odierna “città dei grandi servizi” è stata colpita dalla crisi economica e finanziaria oggi in atto in modo probabilmente meno severo di altre aree proprio per la peculiare struttura del suo apparato produttivo, eredità di quella trasformazione.
E infatti anche se c’è la crisi, poco cambia per i mangiapane a ufo, perché tanto il 27 tutti i mesi arriva.

Nonostante l’impiego pubblico non sia più necessariamente impiego garantito (vista la mole di precari nella scuola, nella ricerca, nella sanità, negli enti locali) il suo peso nel tessuto economico ha mitigato l’erosione occupazionale che altri hanno conosciuto in modo anche molto intenso.
Oddio, a dirla tutta ci sarebbero anche i precari. Va beh, precari, in realtà ce ne sono di due tipi: quelli che lo prendono e lo prenderanno in saccoccia e quelli per cui prima o poi una bella sanatoria, ope-legis arriva. Se no si piazzeranno tra Pisamo, Geofor, AGES, CPT, Valdarno. Oh, ci si scorda nulla?

Questo non vuol dire, però, che il futuro economico di questo territorio sia al sicuro.
Comunque è fondamentale assicurarsi il periodo delle vacche grasse duri più a lungo possibile. Se si rimane in sella noialtri ci si dovrebbe fare, anche se la presa sul parastato non è più quella di una volta.

L’apparato dei grandi servizi è esposto innanzi tutto alle difficoltà indotte dai problemi della finanza pubblica. Basti pensare ad esempio ai rischi che, a causa della contrazione delle risorse data dal quadro internazionale e dalle scelte del governo, insidiano il sistema della formazione o quello sanitario.
Ora la DC ha governato cinquant’anni e ha scavato un debito pubblico da record, Tremonti e Berlusconi a Roma sperperano e ora vengono fuori che le buche si devono tappare noi? Sarebbe come mettere la faina a guardia del pollaio. Ora via, oramai il debito c’è, la crisi c’è, ma cosa pensano di risolvere a levare due maestre di sostegno o a farci levare il sangue con l’ago spuntato? Boia, non fosse che se non ci fosse Berlusconi nessuno ci voterebbe più, sarebbe quasi da chiedere di non votarlo per i danni al Paese che fa.

mercoledì 25 agosto 2010

La Bozza Incorreggibile del PD Pisano - 2

Eccoci alla 2da puntata della nostra traduzione per il Popolo della Piattaforma Programmatica per lo Svolgimento del Congresso Comunale del PD Pisano. In questa sezione si parla di Autorevolezza e Leadeship, due qualità che ogni Dirigente deve necessariamente possedere. Non manca un efficace commento alle relazioni con la cosiddetta Società Civile, ovvero il Popolo Lavoratore. Al solito: in corsivo il testo prodotto dai Dirigenti, in grassetto la nostra traduzione per il Popolo. Buona lettura.

Il ruolo del PD pisano: rappresentanza, leadership
(Come si fa a rimanere a galla senza essere picchiati dai cittadini)


Le scelte fatte negli ultimi anni ci consegnano una città che ha saputo anticipare le tendenze, dotandosi di un coerente apparato progettuale.

Pisa come centro di un’area di duecentomila abitanti, che si dota di un unico piano strategico con l’obiettivo di un efficace coordinamento delle politiche dei Comuni che ne fanno parte. L’area pisana come nodo centrale nell’area vasta della Toscana occidentale, pilastro a sua volta nell’architettura della metropoli toscana di tre milioni e mezzo di abitanti.

Al mutato paradigma delle relazioni territoriali si è affiancato il disegno di una città in trasformazione, in grado di inserirsi nel nuovo contesto come vitale motore di innovazione: una “città dei servizi” attrezzata per giocare il suo ruolo con un’intelligente distribuzione delle funzioni, liberare risorse e garantire qualità allo sviluppo.
Pisa sarebbe anche bella e importante nel contesto Toscano, ma così com'è non conta nulla. Chiaro, noi non s'ha colpe di niente, ci mancherebbe. Si potrebbe fondere Pisa con Cascina, Pontedera, San Giuliano e Vecchiano, ma poi riempiamo il consiglio comunale di geometri e si costruisce anche in golena; inoltre c'è il problema di Fiumi e Fossi: dobbiamo tenerne parecchi per parcheggiare un po' di gente. Questa cosa della metropoli non s’è capita, però si mette perché alza un po’ il tono. Quindi si potrebbe fare la città dei servizi, ma a cosa serve? Ecco cosa si fa: aumentiamo le multe per liberare risorse.

Resta ora il non banale compito di guidare il processo di attuazione di questo disegno, vigilando sulla tenuta dei suoi assunti fondamentali e intervenendo laddove questi mostrino segnali di cedimento. Per assolvere questa missione il Partito Democratico deve partire da una riflessione sulle dimensioni fondamentali del suo ruolo politico, quella della rappresentanza e quella della leadership.
Chi si piglia la responsabilità di gestire questo casino, reprimere ferocemente il dissenso, e scrivere tutti i giorni al Tirreno? Questa missione è impegnativa, ci sta che non ci sia più tempo prendere l'aperitivo tutte le sere e partecipare alle riunioni di corrente. Però la cena in rettorato a San Ranieri dovrebbe essere assicurata, si mangia discretamente (anche se sul vino si può migliorare). E poi c'è il telefonino pagato dal partito, che non è male.

La complessa questione della rappresentanza dovrà essere posta al centro del dibattito congressuale. Nell’era della “società liquida”, la possibilità di elaborare e sostenere proposte che rispondano alle reali esigenze di un territorio - senza scadere nella parcellizzazione del discorso amministrativo e nella carenza di prospettiva - passa dalla capacità di saper rappresentare la società a cui ci si rivolge in modo coerente e profondo. Risultano decisive in questo senso le modalità di relazione con la società stessa che il Partito saprà e vorrà darsi e la legittimazione di cui si riterrà investito, oltre che la valorizzazione di tutte le articolazioni che un’organizzazione politica può mettere in campo, dalla presenza territoriale, alla rappresentanza istituzionale, ai meccanismi di partecipazione.
Chi ci vota? Gran simpatici non siamo, la gente è opportunista e ci evita a meno che non gli si faccia riparare la buca nell'asfalto davanti casa o gli si raccomandi il bisnipote all'ufficio anagrafe. Te pensa se eravamo nella società solida, invece di quella liquida: ci tiravano i sanpietrini anzichè i gavettoni. Dobbiamo interagire di più con la società civile: e se si organizzassero degli aperitivi aperti al pubblico in piazza della Berlina a spese del Comune? Oppure si potrebbe creare la televisione del PDPisa, avrebbe senz'altro molto successo. La trasmissione "via Fratti" alla Radio, nonostante la presenza del nostro Segretario, non è mai andata oltre i 3 ascoltatori, di cui uno forse Sanavio. E poi occorre tornare sul territorio: mettiamo un capanno in golena o ci limitiamo a pescare i ragni al ponte della Cittadella?

La questione della leadership deve invece incontrare una consapevolezza unanime in un soggetto come il PD, che vuole proporsi come una guida per l’intera comunità nazionale e a maggior ragione per quella locale. La capacità di leadership presuppone infatti elaborazione comune, sintesi e coerenza nell’attuazione delle scelte. È per questo necessario che il Congresso si svolga all’interno di un quadro condiviso che identifichi le questioni di prospettiva essenziali a partire dalle quali svolgere la discussione.
Ohè, pochi scherzi: un solo candidato alla segreteria e basta. Ci manca anche la competizione dei candidati e delle idee. Poi chi vince pensa pure di avere vinto per meriti suoi, figurati un po'! E comunque le idee le produciamo noi, se no che cacchio si fa tutto il giorno? Ed al Congresso basta fare i crocchietti e le risatine. E sopratutto: silenzio durante l'intervento del Dell'Omodarme, che magari è un mese che se lo prepara, ci vuole rispetto. Ah, già, dimenticavamo: ogni intervento del Congresso dovrà cominciare con queste due affermazioni: “Sarò breve anche perché molte delle cose che volevo dire sono state già dette” e “Sono d’accordo con quasi tutti gli interventi che mi hanno preceduto”, pena l'esclusione dalle liste di attribuzione di ruoli nelle partecipate comunali.